ANIME SPUGNATE

“RACCONTI DI FILIA ED EPISTEME”

 

ANIME SPUGNATE

L'eros nella filosofia di Lallo De Bonis

 

 

Perturbazione di linee a causa di un limone immerso nell'acqua

 

        di Ugo Derantolis

 

        foto di Francesco Frigione

 

«A quella riva che d’intorno bagna

 L’Ocèan vorticoso, arresta il legno 

E di Pluto ne’ regni atri penètra.

Nell’Acheronte là sgorgan Cocìto,

Ramo di Stige e Periflegetonte;

Quivi s’alza una rupe ove i due fiumi

Confondono le oscure acque sonanti.

 Lì giunto o prode, come or io t’ingiungo,

 Scava una fossa che da tutte parti Un cubito si stenda.

A quella intorno Spargi le libagioni a onor dell’ombre:

Di latte misto al mèl, di brun Lièo,

 Di chiara onda di fonte, e poscia, il tutto

Di bianca cere al polve cospergi.»

 

Omero, Odissea,  Canto X, - VV. 654-667, traduzione di Niccolò Delvinotti

 

 

 

Andando a Ischia

 

I)          IL VIAGGIO PER MARE: INIZIA L’AVVENTURA ANIMICA

        Oggi, a Roma, splende il sole e sul mio terrazzo – che m’illudo sia il pontile di una nave – già cinguettano passerotti e fringuelli. Nelle pareti del freddo febbraio si è aperta una crepa, da cui penetra una promessa di  primavera. La luce mi riporta indietro nel tempo, a un’estasi filosofica procuratami dal genio impareggiabile di Lallo De Bonis. 

 

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IO LE FECI

IO LE FECI

Un’avventura fisio-filosofica di Lallo De Bonis

 

       di Ugo Derantolis

 

«In stercore invenitur»

                                                                                           (motto alchemico)

 

        Chi, scavando nel solco del platonismo, seguita a demonizzare l’attività corporea, ritenendola indegna d’interesse, se non addirittura greve e scabrosa, si allontani pure da questo scritto. Esso gli reca un messaggio in cui corpo e anima camminano mano nella mano e procedono orgogliosamente, senza cedimenti.

In questa nuova puntata tratterò, infatti, della scoperta a cui è giunto il filosofo contemporaneo Lallo De Bonis, indagando con passione e tenacia le proprie deiezioni. Per questa via caudale è riuscito a sciogliere una delle trame più recondite dell’esperienza umana.

Assistetti io stesso al disvelamento e testimonierò con precisione come si svolsero i fatti.

 

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AUTOCONCIENCIA Y DIALÉCTICA SEÑOR-SIERVO

AUTOCONCIENCIA Y DIALÉCTICA SEÑOR-SIERVO

 

     Por Karolína Elizabeth Alarcón

 Robinson Crusoe y Viernes

 

"Y Robinson Crusoe decidió viajar hasta el país de Viernes".

Daniel Defoe

La dialéctica del señor y el esclavo constituye, sin duda, el episodio más dramático y apasionante de la Fenomenología del Espíritu. Con esta metáfora que podríamos equiparar, por su efecto al menos, con los mitos empleados por Platón o las parábolas bíblicas, Hegel plantea magistralmente el desenvolvimiento progresivo e histórico de la conciencia. Este motivo no menos literario que filosófico representa el papel cumplido por la autoconciencia en la constitución de la persona.

 

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GIAMBATTISTA VICO Y DOMINGO FAUSTINO SARMIENTO

GIAMBATTISTA VICO Y DOMINGO FAUSTINO SARMIENTO

 

    

                     Giovan Battista Vico                        Domingo Faustino Sarmiento 

 

Por Karolina Elizabeth Alarcón

 

Todo gran artista se sirve de un filósofo para estructurar su obra; Seneca y Tomás de Aquino pasan así por tutores de Lucano y de Dante; Marsilio Ficino sirve de guía a Miguel Angel y a Rafael; Schopenhauer asiste a Wagner. Siguiendo esta idea, me animo a sostener que el napolitano Giambattista Vico, un siglo después de muerto, oficia de guía del más grande de los prosistas americanos del siglo XIX, el argentino Domingo Faustino Sarmiento. 

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LA MIOPIA È UNO SVAGO (PAROLA DI LALLO DE BONIS)

LA MIOPIA È UNO SVAGO

(PAROLA DI LALLO DE BONIS)

 

 

 

UN SINGOLARE RACCONTO DI NATALE di Ugo Derantolis

 

 

«Il vivente veggente, è Spinoza vestito da rivoluzionario napoletano»

 

Gilles Deleuze e Félix Guattari, L’anti-edipo, Einaudi, Torino, 1975 - Pag. 30

 

        Rivelare il pensiero di Lallo De Bonis, l’ho già affermato in svariate occasioni, è diventata la mia missione. Ho avuto in sorte, infatti, l’amicizia di questo uomo schivo, la cui mente colorata scandaglia la realtà, traendo da dettagli irrisori aperture di senso sfavillanti, e ritengo di avere il compito di estendere a più persone possibile tale privilegio. Sono consapevole, per altro, dei limiti dei miei resoconti, redatti da un modesto cronista di un’esistenza unica ed esemplare.

 

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