MISE EN ABYME: LE FRAMMENTARIE E IRRIPETIBILI VERITÀ DELLA PSICHE

MISE EN ABYME:

LE FRAMMENTARIE E IRRIPETIBILI VERITÀ DELLA PSICHE

 

 

Johannes Gumpp, Autoritratto (1646 circa, Museo degli Uffizi di Firenze)

 

        di Francesco Frigione

 

        È evidente come, basandosi la pratica clinica su incontri intersoggetivi, dai quali emergono “narrazioni” che aspirano a descrivere la storia dei pazienti in forma nuova e originale, ci si debba porre il problema epistemologico di quanto distorte possano risultare le “verità” che emergono da questi scambi e che valore assegnare loro. 

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STANLEY KUBRICK: COSCIENZA E DISTRUTTIVITÀ - IL VIDEO

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INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

 

 

L'incubo, (Johann Heinrich Füssli, olio su tela)

 

        di Francesco Frigione*

 

        Questo breve scritto esemplifica il mio approccio interpretativo al sogno in terapia.

Di fatto, ritengo la chiave di lettura del materiale onirico adottata in questo caso una tra le innumerevoli possibili; inoltre, la considero essere la risultante di fattori la cui genesi è di ardua ricostruzione, non solo per l’estrema limitatezza del mio sguardo o dello sguardo della Coscienza tout court, quanto piuttosto per la condizione strutturale con cui ciascuno di noi impara a conoscere l’interiorità: noi diventiamo “soggetti” sia generando gli “oggetti mentali” (sensazioni, emozioni, idee ecc.) ai quali ci rapportiamo, sia essendo, contemporaneamente, generati da essi.

È la natura della dimensione complessuale in atto, infatti, a suggerirci il modo con cui riconoscere le immagini psichiche di quello stesso complesso affettivo. Soggetto e oggetto non preesistono l’uno all’altro, ma, a mio vedere, nascono congiuntamente durante l’azione e la riflessione, a cui l’urgenza attuale sospinge l’essere umano.

        Si tratta di un processo particolarmente evidente nell’analisi dei sogni.

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INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

 

 

L'incubo, (Johann Heinrich Füssli, olio su tela)

 

        di Francesco Frigione*

 

        Questo breve scritto esemplifica il mio approccio interpretativo al sogno in terapia.

Di fatto, ritengo la chiave di lettura del materiale onirico adottata in questo caso una tra le innumerevoli possibili; inoltre, la considero come la risultante di fattori la cui genesi è di ardua ricostruzione, non solo per l’estrema limitatezza del mio sguardo o dello sguardo della Coscienza tout court, quanto piuttosto per la condizione strutturale con cui ciascuno di noi impara a conoscere l’interiorità: noi diventiamo “soggetti” sia generando gli “oggetti mentali” (sensazioni, emozioni, idee ecc.) ai quali ci rapportiamo, sia essendo, contemporaneamente, generati da essi.

È la natura della dimensione complessuale in atto, infatti, a suggerirci il modo con cui riconoscere le immagini psichiche di quello stesso complesso affettivo. Soggetto e oggetto non preesistono l’uno all’altro, ma, a mio vedere, nascono congiuntamente durante l’azione e la riflessione, a cui l’urgenza attuale sospinge l’essere umano.

        Si tratta di un processo particolarmente evidente nell’analisi dei sogni.

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LETTERA DI UNO PSICOLOGO ANALISTA AL GENIO DEL NATALE

LETTERA DI UNO PSICOLOGO ANALISTA AL GENIO DEL NATALE

 

 

Apollo (mosaico romano del II secolo d. C.)

 

 

        di Francesco Frigione

 

        Venerato Genio del Natale,

la tua storia dura da quando iniziò l’adorazione dell’Uomo per la luce che scaccia le tenebre – quelle che favoriscono gli agguati notturni e quelle che indicano allegoricamente il tormento e l’opacità spirituale.

I nostri progenitori prima ti chiamarono “Sol Indiges” ("Sole nativo" o "Sole invocato") e in seguito ti ribattezzarono “Sol Invictus” (“Sole mai vinto”), quando dagli originari riti agrari italici passarono a quelli influenzati dai culti siriaci ed egizi. Celebravano la tua festa il 25 dicembre, dopo il solstizio d’inverno, giorno in cui l’oscurità più a lungo avvolge e gela la terra. Essi ti rappresentavano come un bambino in grembo a una kore, una fanciulla, una vergine.

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