INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

 

 

L'incubo, (Johann Heinrich Füssli, olio su tela)

 

        di Francesco Frigione*

 

        Questo breve scritto esemplifica il mio approccio interpretativo al sogno in terapia.

Di fatto, ritengo la chiave di lettura del materiale onirico adottata in questo caso una tra le innumerevoli possibili; inoltre, la considero come la risultante di fattori la cui genesi è di ardua ricostruzione, non solo per l’estrema limitatezza del mio sguardo o dello sguardo della Coscienza tout court, quanto piuttosto per la condizione strutturale con cui ciascuno di noi impara a conoscere l’interiorità: noi diventiamo “soggetti” sia generando gli “oggetti mentali” (sensazioni, emozioni, idee ecc.) ai quali ci rapportiamo, sia essendo, contemporaneamente, generati da essi.

È la natura della dimensione complessuale in atto, infatti, a suggerirci il modo con cui riconoscere le immagini psichiche di quello stesso complesso affettivo. Soggetto e oggetto non preesistono l’uno all’altro, ma, a mio vedere, nascono congiuntamente durante l’azione e la riflessione, a cui l’urgenza attuale sospinge l’essere umano.

        Si tratta di un processo particolarmente evidente nell’analisi dei sogni.

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INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

INTERPRETAZIONE DI UN SOGNO D’ANGOSCIA

 

 

L'incubo, (Johann Heinrich Füssli, olio su tela)

 

        di Francesco Frigione*

 

        Questo breve scritto esemplifica il mio approccio interpretativo al sogno in terapia.

Di fatto, ritengo la chiave di lettura del materiale onirico adottata in questo caso una tra le innumerevoli possibili; inoltre, la considero essere la risultante di fattori la cui genesi è di ardua ricostruzione, non solo per l’estrema limitatezza del mio sguardo o dello sguardo della Coscienza tout court, quanto piuttosto per la condizione strutturale con cui ciascuno di noi impara a conoscere l’interiorità: noi diventiamo “soggetti” sia generando gli “oggetti mentali” (sensazioni, emozioni, idee ecc.) ai quali ci rapportiamo, sia essendo, contemporaneamente, generati da essi.

È la natura della dimensione complessuale in atto, infatti, a suggerirci il modo con cui riconoscere le immagini psichiche di quello stesso complesso affettivo. Soggetto e oggetto non preesistono l’uno all’altro, ma, a mio vedere, nascono congiuntamente durante l’azione e la riflessione, a cui l’urgenza attuale sospinge l’essere umano.

        Si tratta di un processo particolarmente evidente nell’analisi dei sogni.

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RITORNO ALL’AMORE

RITORNO ALL’AMORE

 

 

Eros e Psiche (Jacques-Louis David, 1817)

 

di Francesco Frigione (testo e video della conferenza)

 

Conferenza tenuta per il Centro Studi di Psicologia e Letteratura presso la

Biblioteca comunale “Pier Paolo Pasolini”

Venerdì, 18 novembre 2016

Viale dei Caduti per la Resistenza, 410/A, 00128 Roma

 

Video: https://youtu.be/Xp3BBGdGr4U

         

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LETTERA DI UNO PSICOLOGO ANALISTA AL GENIO DEL NATALE

LETTERA DI UNO PSICOLOGO ANALISTA AL GENIO DEL NATALE

 

 

Apollo (mosaico romano del II secolo d. C.)

 

 

        di Francesco Frigione

 

        Venerato Genio del Natale,

la tua storia dura da quando iniziò l’adorazione dell’Uomo per la luce che scaccia le tenebre – quelle che favoriscono gli agguati notturni e quelle che indicano allegoricamente il tormento e l’opacità spirituale.

I nostri progenitori prima ti chiamarono “Sol Indiges” ("Sole nativo" o "Sole invocato") e in seguito ti ribattezzarono “Sol Invictus” (“Sole mai vinto”), quando dagli originari riti agrari italici passarono a quelli influenzati dai culti siriaci ed egizi. Celebravano la tua festa il 25 dicembre, dopo il solstizio d’inverno, giorno in cui l’oscurità più a lungo avvolge e gela la terra. Essi ti rappresentavano come un bambino in grembo a una kore, una fanciulla, una vergine.

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LA CULTURA DELLO PSICODRAMMA

LA CULTURA DELLO PSICODRAMMA 

 

 

LA CULTURA DELLO PSICODRAMMA

Incontro teorico-esperienziale

Domenica 13 Novembre 2016 – ore 16 (con aperitivo di chiusura)

Presso la Sede Circolo della Pallacorda, Corso Magenta, 52 - Milano

(Ingresso libero, nel secondo cortile in fondo a destra)

M1 / M2 > fermata Cadorna FN Triennale / Tram 16

 

«Tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti.»

William Shakespeare, Iacopo: atto II, scena VII

 

 

 

Lo psicodramma è un “sogno ad occhi aperti” che prende vita attraverso la creatività del gruppo e consente ai suoi componenti un nuovo approccio alla realtà, intesa come mondo delle persone e degli oggetti concreti e, soprattutto, come mondo degli “oggetti interni”. Questi ultimi, infatti, sono pervasi di valenze emotive, intellettive, etiche, politiche, spirituali che si esprimono mediante personificazioni, dinamismi e scenografie. A tali manifestazioni, attinte dalla dimensione inconscia, lo psicodramma giunge dando ascolto e spazio all'immaginazione, l’immaginazione che si concretizza nel “qui e ora” del gioco interattivo. Il mondo che lo psicodramma schiude e dispiega permette ai membri del gruppo di scorgere quale tipo di relazioni abbia ciascuno con i contesti della famiglia, della società, del lavoro, delle relazioni affettive e sentimentali. Soprattutto, l’approccio psicodrammatico consente ai partecipanti di “mettere in comune” le proprie qualità e, mediante il confronto e il sostegno reciproco, stimola il processo individuativo di ognuno. Sorregge, cioè, la spinta all'autorealizzazione del più autentica e profonda, sovente ostacolata da traumi, coercizioni, e ricatti, antichi o attuali, che condizionano, per lo più inconsapevolmente, le persone nelle scelte cruciali dell’esistenza.

 

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