BREVE STORIA DELLA CONCESSIONE ALLO ZUCCHERO

BREVE STORIA DELLA CONCESSIONE ALLO ZUCCHERO

 

 

 

«L’unica differenza tra me e un isterico è che io non sono isterico»

Jean-Martin Charcot (1870)

 

        Breve racconto isterico di Ugo Derantolis

 

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CARNE ED OSSA DELLA SCRITTURA

CARNE ED OSSA DELLA SCRITTURA

Note sulla 42esima Fiera Internazionale del Libro

di Buenos Aires, aprile - maggio 2016

 

 

 

         di Luciana Zollo

         La carne e le ossa della scrittura sono quelle dello scrittore. E´una ovvietá, ma é giusto ricordarlo, in tempi di fiere e di festival librari e letterari. Infatti,  quando si tratta della persona viva dell´autore, si diventa facili prede, e soggetti attivi inconsapevoli, dei quella inesorabile disumanizzazione che é ingrediente necessario e risultato ultimo del consumo letterario. Un consumo spietato e vorace che facilmente diventa sbriciolamento, vivisezione e, grazie alle circostanze sapientemente create dai mediatori del caso, sfocia in vere e proprie forme di antropofagia, non sempre solo simbolica. 

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CHIEDO UN CORPO ALLE STELLE

CHIEDO UN CORPO ALLE STELLE

 

 

Notte stellata (Vincent Van Gogh, 1889)

 

        Poesia di Francesco Frigione

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CHI È L'AMICA GENIALE? - INVITO ALLA LETTURA DELLA SAGA DI ELENA FERRANTE

CHI È L'AMICA GENIALE?

INVITO ALLA LETTURA DELLA SAGA DI ELENA FERRANTE

 

 

 

La storia dell´amicizia tra Lila e Lenú, dall´infanzia a Napoli negli anni ´50 del XX° secolo fino ad oggi, in quattro romanzi avvincenti che hanno conquistato milioni di lettori

a cura di Luciana Zollo

Martedì 13, 20 , 27 marzo e 3 aprile 2018

 

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COSA RESTA TRA LE DITA

COSA RESTA TRA LE DITA

 

 

 

     racconto di Francesco Frigione 

«Lasciatemi alla scuola dei morti

dove senza rumore si apprende

un vuoto appeso, presente nutriente»

 

Mariangela Gualtieri, Le giovani parole.

 

Mi passo tra le dita il congegno: un cilindro di ottone, pertugi su piccoli scudi, tiranti metallici - una serratura astrusa. Eppure mi è bastato girare il pomello della porta perché il meccanismo cedesse.

Oltre la soglia, cerco il suo profumo. È scomparso. Tutto buio, secco, un tugurio abbandonato. Non sono passate ore, ma ere. Qualcosa d’inerte giace a terra, sparso ovunque. Lo calpesto.

***

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