VIAGGIO AL CENTRO DI UNA TERRA IGNOTA- PARTE SECONDA

 

 

 

VIAGGIO AL CENTRO DI UNA TERRA IGNOTA

Il simbolo Covid, innesto imprevedibile del nostro linguaggio

SECONDA PARTE

 

 

 

        di Federica Bassetti

 

 

 

Volevamo essere capaci di tutto, siamo stati messi in grado di operare con la tecnologia quello che anni fa non si poteva immaginare ed ora, sospeso il reale, le piattaforme educative hanno funzionato, funzionano gli aperitivi su Skype, le video chiamate di gruppo tra bambini, lo “smartworking” (che si potrebbe chiamare semplicemente “lavoro da casa”), le compere, le consulenze e le visite mediatiche nei monumenti più rari. 

 

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VIAGGIO AL CENTRO DI UNA TERRA IGNOTA- PARTE PRIMA

 

 

 

VIAGGIO AL CENTRO DI UNA TERRA IGNOTA

Il simbolo Covid, innesto imprevedibile del nostro linguaggio

PRIMA PARTE

 

 

 

        di Federica Bassetti

 

La ricerca e il senso della curiosità, dicono i vecchi saggi, sono indice di vitalità. Alcuni credono che il nostro viaggio su questa Terra non sia in fondo altro che una splendida e tragica ricerca. Mi riferisco al tentativo di voler comprendere spinti dalla nostra curiosità tutta umana ciò che ci accade intorno, soprattutto in questo momento storico, che i posteri definiranno non a torto “pandemico”.

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AFRORE E TURGORE

SPRECO DI TEMPO

AFRORE E TURGORE

 

 

 

Mette Vergesen

AFRORE E TURGORE

La scomparsa del sesso nell'era della tecnica e l’alveare meccanico

         Edizioni Il Muttino, Bologna, 2018

Pagine 2929, € 69,00

 

di Ugo Derantolis

 

        Mette Vergesen è una antropologa e sessuologa danese di celebrata fama. Il suo campo d’indagine è particolarmente intrigante: le interazioni tra sviluppo economico, credenze magico-religiose, organizzazione sociale e pratiche sessuali. Titolare presso l’Università di Aarhus del primo istituto di ricerca al mondo di “Relazioni Sociosessuali”, si avvale di un corpo di fedelissime allieve, gravide di entusiasmo, che la coadiuvano nelle ricerche svolte negli angoli più remoti del pianeta. Mette le definisce, con orgoglio, «Le mie amazzoni» e da esse non si separa mai. Questa preferenza per le discepole ha suscitato aspre polemiche in ambito accademico e le ha anche procurato delle noie legali, essendo stata accusata di discriminare il genere maschile e la comunità gay; ma la Vergesen ha sempre ribadito, e provato, che le collaboratrici scelte erano le più idonee a svolgere le delicate indagini sociosessuali. E fino adesso è stato impossibile darle torto. 

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LA FILOSOFIA, GIOCO SUPREMO - INTERVISTA A LUCIO SAVIANI

LA FILOSOFIA, GIOCO SUPREMO

INTERVISTA A LUCIO SAVIANI

 

 

 

«La forza formatrice di mondo viene paragonata da

Eraclito l’Oscuro a un fanciullo che giocando disponga

pietre qua e là, innalzi mucchi di sabbia e di nuovo

li disperda.»

(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)

 

di Federica Bassetti

 

Insegnante di Storia della Filosofia fino al 2006, di Estetica fino al 2013 e di Teoria dei Processi Culturali presso l'Università La Sapienza di Roma fino al 2016, ma soprattutto filosofo di professione - sebbene sia difficile, oggi più che mai, definire la filosofia un mestiere, di fronte ai mai pensierosi internettologi,

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EL JARDIN Y EL LOGOS

 

EL JARDIN Y EL LOGOS

 

        por Karolina Elizabeth Alarcón

 

El jardín, como símbolo y ámbito privilegiado para el  pensamiento, ocupa un lugar central en la historia de la filosofía. Desde Platón a  Wittgenstein,pasando por Descartes y Leibniz, diversos pensadores consideraron al jardín como sitio de la aparición del Logos  y a la práctica de la jardinería como símil de la acción de pensar.

 Animamediatica, ha creído que  sus lectores encontraran interesante el análisis de este tema poco estudiado. Presentamos aquí el primero de dos artículos dedicados al largo vínculo entre jardín y filosofía. 

 

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L’AMICO CHIAMA E IO RISPONDO

L’AMICO CHIAMA E IO RISPONDO

L’introversione di Lallo de Bonis

 

 

 

         di Ugo Derantolis

 

        Qual è il valore dell’introversione nella cultura occidentale, che privilegia radicalmente i riferimenti “esterni” all’individuo? Come fare spazio alla dimensione psichica “interna”, da cui affiorano le più straordinarie innovazioni intellettuali, artistiche e spirituali dell’uomo? Come possiamo accedervi, evitando l’adozione acritica di modelli orientali, che si tramutano per noi in sovrastrutture artificiose e inefficaci?

        Ancora una volta Lallo De Bonis illumina con il suo geniale esempio il cammino della profondità più autentica e rivoluzionaria, ergendosi a cavallo tra aspirazioni individuali e orientamenti sociali.

 

Riporto in proposito una storia recentissima.

 

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EL HOMBRE DE LEONARDO Y EL MANDALA DE JUNG

EL HOMBRE DE LEONARDO Y EL MANDALA DE JUNG

 

 

Leonardo Da Vinci en el famoso autorretrato de Acerenza (PZ)

y Carl Gustav Jung mientras que talla la madera en la Torre de Bollingen

 

        Por Karolina Alarcón

 

Leonardo crea la imagen más emblemática de la iconografía de Occidente: el hombre de Vitruvio. Meditaremos en este breve artículo, qué significa para su autor y qué representa, transcurridos los siglos, para nosotros, este arquetípico diseño.

 

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ANIME SPUGNATE

“RACCONTI DI FILIA ED EPISTEME”

 

ANIME SPUGNATE

L'eros nella filosofia di Lallo De Bonis

 

 

Perturbazione di linee a causa di un limone immerso nell'acqua

 

        di Ugo Derantolis

 

        foto di Francesco Frigione

 

«A quella riva che d’intorno bagna

 L’Ocèan vorticoso, arresta il legno 

E di Pluto ne’ regni atri penètra.

Nell’Acheronte là sgorgan Cocìto,

Ramo di Stige e Periflegetonte;

Quivi s’alza una rupe ove i due fiumi

Confondono le oscure acque sonanti.

 Lì giunto o prode, come or io t’ingiungo,

 Scava una fossa che da tutte parti Un cubito si stenda.

A quella intorno Spargi le libagioni a onor dell’ombre:

Di latte misto al mèl, di brun Lièo,

 Di chiara onda di fonte, e poscia, il tutto

Di bianca cere al polve cospergi.»

 

Omero, Odissea,  Canto X, - VV. 654-667, traduzione di Niccolò Delvinotti

 

 

 

Andando a Ischia

 

I)          IL VIAGGIO PER MARE: INIZIA L’AVVENTURA ANIMICA

        Oggi, a Roma, splende il sole e sul mio terrazzo – che m’illudo sia il pontile di una nave – già cinguettano passerotti e fringuelli. Nelle pareti del freddo febbraio si è aperta una crepa, da cui penetra una promessa di  primavera. La luce mi riporta indietro nel tempo, a un’estasi filosofica procuratami dal genio impareggiabile di Lallo De Bonis. 

 

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IO LE FECI

IO LE FECI

Un’avventura fisio-filosofica di Lallo De Bonis

 

       di Ugo Derantolis

 

«In stercore invenitur»

                                                                                           (motto alchemico)

 

        Chi, scavando nel solco del platonismo, seguita a demonizzare l’attività corporea, ritenendola indegna d’interesse, se non addirittura greve e scabrosa, si allontani pure da questo scritto. Esso gli reca un messaggio in cui corpo e anima camminano mano nella mano e procedono orgogliosamente, senza cedimenti.

In questa nuova puntata tratterò, infatti, della scoperta a cui è giunto il filosofo contemporaneo Lallo De Bonis, indagando con passione e tenacia le proprie deiezioni. Per questa via caudale è riuscito a sciogliere una delle trame più recondite dell’esperienza umana.

Assistetti io stesso al disvelamento e testimonierò con precisione come si svolsero i fatti.

 

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GIAMBATTISTA VICO Y DOMINGO FAUSTINO SARMIENTO

GIAMBATTISTA VICO Y DOMINGO FAUSTINO SARMIENTO

 

    

                     Giovan Battista Vico                        Domingo Faustino Sarmiento 

 

Por Karolina Elizabeth Alarcón

 

Todo gran artista se sirve de un filósofo para estructurar su obra; Seneca y Tomás de Aquino pasan así por tutores de Lucano y de Dante; Marsilio Ficino sirve de guía a Miguel Angel y a Rafael; Schopenhauer asiste a Wagner. Siguiendo esta idea, me animo a sostener que el napolitano Giambattista Vico, un siglo después de muerto, oficia de guía del más grande de los prosistas americanos del siglo XIX, el argentino Domingo Faustino Sarmiento. 

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