PROGRAMMA
Saluti Istituzionali:
- Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI
- Carla Di Veroli Assessora alle Politiche Culturali del Municipio
Roma XI
Intervengono:
- Luigi De Salvia, medico, Segretario Generale della sezione
italiana di Religions for Peace
- Jayendranatha Franco Di Maria, avvocato, Presidente
dell'Unione Induista Italiana e dell'Unione Induista Europea,
membro della Consulta delle Religioni del Comune di Roma
- Maria Angela Falà, docente Università La Sapienza, Segretario
Generale dell'Unione Buddista Italiana, Direttrice della rivista
italiana Dharma
Musica a cura di:
Oscar Bonelli
Infine, a chiusura della serata, verrà offerto un saggio della
antica tradizione vedica, attraverso canti (Bajans), danze
(Baratanatyam) e letture dedicate alla Bhagavad
Gita.
Nato nel Kerala il 1° giugno del 1942, per rispondere al richiamo interiore che gli
chiedeva di dedicarsi interamente alla vita
spirituale, Sri Tathata abbandona in giovane età gli
studi accademici e anche la famiglia per
intraprendere un percorso di ascesi severa, in
completa solitudine (“tapas”, secondo la tradizione
indiana). Visita molti luoghi sacri dell’India prima di
trovare il luogo adatto al suo ritiro e si stabilisce in
un piccolo tempio abbandonato, dedicato alla
Madre Divina, nel suo stesso villaggio
(Vandithavalam). Lì vive nella rigorosa osservanza
di pratiche spirituali : Hata Yoga, Sidha Vidya,
Rajayoga, Tantra Vidya, astenendosi da ogni
esigenza fisica, fino alla totale rinuncia al cibo.
Dopo alcuni anni di duro ed ininterrotto lavoro, la
scintilla della conoscenza arriva ad illuminare il suo intero essere. Sri Tathata però
rimane per altri 6 anni, in ritiro e totale isolamento dal mondo. Poi, in un’estasi
mistica, ottiene la visione della grande sofferenza che dilaga sulla terra e spinto da
profonda compassione, decide di mettersi all’opera per impostare e trasmettere
un nuovo modello di vita basato sui principi del Dharma ed ispirato alla saggezza
Vedica dell’India antica.
Nel 1974, molti ricercatori spirituali e molte persone si avvicinano a lui per ricevere
la sua guida e per uscire dalla sofferenza. Sorge così, spontaneamente, il
Tapovarishtashram nel villaggio di Vandithavalam.
Nel 1991, Sri Tathata si reca a Saranath, vicino a Benaras, per trasmettere il
grande messaggio dei suoi Dharmasutras, che contengono la versione rinnovata
del Dharma, adattato all’uomo della Nuova Era.
Nel 2006 egli inaugura un grande tempio a Kollur, nello stato del Karnataka, vicino
al tempio di Sri Mookambika: il Dharmapeetha, concepito per ricevere l’Energia
Cosmica o Luce Divina dalla Sorgente Suprema ed irradiarla al mondo intero.
Ultimamente Sri Tathata viaggia molto in Europa, dove ha un folto seguito di
devoti. Inoltre realizza in India tre grandi rituali Vedici al sacro fuoco, con l‘intento di
esercitare un’azione di riequilibrio dei ritmi alterati della natura: i Dharmasooya
Mahayaga. Il primo risale al 1998, il secondo al 2002 e l’ultimo, celebrato nel 2009
a Kinassery, Palakkad, nel Kerala, è coronato da un momento di straordinaria
importanza: la discesa dell’energia di “sopra-coscienza”, preannunciata da Sri
Aurobindo nel secolo scorso, destinata a porre le basi di una vita divina sulla Terra.