Sport: CALCIO: "SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO"
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di Simone Andreozzi (simone.andreozzi@animamediatica.it)

Ho cercato di aspettare il più possibile prima di dare alla luce queste poche righe, perché dentro di me, forse inconsciamente, pensavo che un barlume di pulizia e di giustizia nell’animo della gente potesse ancora esserci.
Cercare di scrivere qualcosa che riguarda lo sport ed il suo significato più profondo che va ad affondare le sue radici nel semplice e genuino gioco, al mondo d’oggi è, oltre che difficile, anche abbastanza imbarazzante.
Siamo nel 2004 ed il mondo attraversa una crisi di coscienza che non sa oramai più controllare, siamo arrivati al punto di massacrare dei bambini dietro false maschere d’ipocrisia, e lo sport ed il calcio soprattutto, che poteva essere messaggero di civiltà e giustizia ha dato per primo il cattivo esempio. I mass media di tutto il mondo hanno messo in risalto la poca sportività del calcio (soprattutto quello nostrano) mostrando monetine, insanguinate tirate ad arbitri, striscioni ingiuriosi ed addirittura scooter che volano in tribuna;
Il presidente della lega Galliani, un’intervista quest’estate, aveva definito il putiferio scatenato dal Catania la scorsa estate, solo un caso isolato che soprattutto non si sarebbe mai più riproposto.
Nessuna previsione fu più infausta; infatti, gli ardori Rosso-blu hanno lasciato spazio ad inchieste sul calcio scommesse, ad udienze per uso di farmaci illeciti, a sputi sempre più mediatici, ad inchieste su arbitri corrotti ed a diritti televisivi poco diritti e molto televisivi…!!!!
Il calcio oltre a non aver saputo dare alla gente voce e cuore è diventato soprattutto una gran macchina da soldi. I miliardi che girano attorno a questo mondo, fanno sì che intrighi calcistici e politica, diritti televisivi e quotazioni in borsa hanno fatto uscire la vera anima (nera) all’interno del sistema calcio. Non stupisce quindi che quando si parla rinnovo delle cariche di F.I.F.A. o F.I.G.C. o Lega, si assista anche ad un “balletto” di poltrone, dichiarazioni, pressioni e sortite che nulla hanno a vedere con 11 persone in calzoncini che tirano calci ad un pallone.
Se proviamo a fare un piccolo esercizio mentale, ci accorgiamo che il calcio italiano sta andando verso un punto di non ritorno, che porterà tra qualche anno, ad una super-lega molto remunerativa a cui parteciperanno le tre squadre che oramai hanno l’egemonia sul campionato, relegando tutte le altre ad una sorte di guerra fratricida tra poveri per garantire la sopravvivenza dei club minori.
Vorrei tanto poter avere a disposizione una macchina del tempo che mi potesse riportare indietro di una ventina d’anni, quando il calcio era ancora un gioco e l’emozione dello stadio regalava ancora romantiche sensazioni.
Purtroppo, ahimè devo fare i conti con la cruda realtà, devo rimanere inchiodato al 2004 e cercare di fare un grosso sforzo mentale per rivivere lo sport come un gioco.
Buon campionato a tutti !!!
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